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GRU>ARCHIVIO>ABSTRACT>Z>Zanus Fortes Lucia - Moda e Colore: tre corpetti settecenteschi. Intervento restauro e conservazione preventiva*
I corpetti, infatti, presentavano numerosi interventi di manomissione e precedenti restauri, che ne avevano in parte alterato la forma, nonché reso problematica la loro lettura e contestualizzazione, anche a causa di una ben povera documentazione archivistica e bibliografica in merito.
Inoltre i materiali versavano in uno stato di degrado avanzato, sia dal punto di vista chimico, sia da quello meccanico, dovuti sia al degrado delle fibre, che ad un immagazzinaggio inadeguato precedente alla loro entrata nelle collezioni museali.

L’approccio metodologico nello studio dei tre è quindi obbligatoriamente partito dalla lettura degli oggetti, sia da un punto di vista storico che conservativo: nel primo caso si è eseguita l’analisi tecnica dei tessuti e della foggia dei singoli corpetti, inserita in un contesto storico più ampio delle produzioni tessili e dell’evoluzione della moda del secolo XVIII.
 
Si sono studiati i materiali impiegati, caratterizzando la natura di alcuni di essi, ed approfondendo la tematica dei coloranti impiegati per la tintura dei filati dei tessuti esterni mediante tecniche non invasive e micro invasive.

Per la comprensione del loro stato di fatto ci si è avvalsi di una serie di analisi non invasive, oltre che di un’attenta e puntuale documentazione grafica e fotografica, che ha accompagnato anche lo svolgersi dell’intervento. In questa fase di studio dei manufatti è stato quindi fondamentale analizzare in maniera approfondita i numerosi e diversificati interventi eseguiti in precedenza, poiché la loro presenza ha condizionato molte delle scelte operate nel susseguirsi delle fasi d’intervento, a seguito di una serie di riflessioni metodologiche.
 
Si è voluto evidenziare, inoltre, come l’approccio alle opere si sia evoluto nel corso dei secoli, e come oggi le metodologie impiegate siano vincolate dal rispetto dei manufatti e dalla necessità di preservare questi precedenti interventi, ormai storicizzati e facenti parte degli stessi. 

Quindi si è proceduto con la manutenzione ordinaria di tutti e tre i manufatti, individuando uno dei tre (il T.88) come modello per elaborare una linea metodologica utile per procedere anche sugli altri, nel rispetto delle caratteristiche specifiche di ciascuno. Su di esso si è eseguito l’intervento di lavaggio e consolidamento dei materiali, facendo poi particolare alle problematiche relative al futuro del manufatto nel museo, sia durante l’immagazzinaggio che nei periodi di esposizione, con la costruzione di un supporto tridimensionale adeguato, e con la scelta ragionata di materiali da impiegarsi, considerando anche la contestualizzazione dei manufatti, poiché essi fanno parte di una più ampia collezione di costumi ed accessori, già oggetto di campagne di restauro a partire dagli anni ’90 del secolo scorso.

I tre manufatti sono stati inseriti nel nuovo percorso espositivo del Museo, inaugurato nell’autunno 2016. L’intervento di restauro presentato durante la conferenza Abiti antichi e restauro: i corpetti femminili dei Musei di Strada Nuova, tenutasi nel novembre 2016 presso lo stesso Palazzo Bianco. 


*Tesi di Laurea Magistrale a ciclo unico quinquennale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali (LMR-02) conseguita presso Università degli Studi di Torino in convenzione con Centro Conservazione e Restauro dei Beni Culturali "La Venaria Reale", a.a. 2012/2013. Relatore: Cinzia Olivia; Referente storico-artistico: prof.ssa Maria Beatrice Failla; Referente scientifico: prof. Oscar Chiantore; Correlatore: dott.ssa Anna Piccirillo.


Bibliografia essenziale


M. G. Muzzarelli, Breve storia della moda in Italia, Bologna 2011;

Sul colore dei Kaitag. Un approccio scientifico innovativo per il riconoscimento dei coloranti. In Kaitag arte per la vita. Tessuti ricamati del Daghestan, catalogo della mostra di Pordenone a cura di C. Scaramuzza, Silvana Editoriale, 2010, pp. 121- 143;

L. Pessa, La collaborazione tra enti per la valorizzazione dei tessili, il DVJ- Centro di Studi Tessuto e Moda a Genova e le collezioni tessili pubbliche, in: Antiche trame nuovi intrecci. Conoscere e comunicare le collezioni tessili, Modena 2010, i.c.s.;

S.Conti, A. Keller, Il colore nei materiali tessili antichi: standard di riferimento e caratterizzazione dei coloranti per mezzo di indagini ottiche, in OPD n° 20, 2008, pp. 57- 72;

E. Morini, Storia della moda: 18.-20. secolo, Ginevra - Milano 2006;

Unraveling textiles, a handbook for the preservation of textiles collections, Archetype Books, 2000;

M. C. Galassi, Villa Luxoro; note per la storia di una casa - museo, in Bollettino dei musei civici genovesi , XVI , 1994, n. 47- 49, pp. 129- 142;

Mechthild Flury - Lemberg, Textile Conservation and research, Shriften der ABEGG - Stiftung, Bern, 1988;

Color degradation of textiles with natural yellow dyes under exhibition lighting and evalitation of CIE standard of museum lighting, in Journal of the Illuminating Engineering Institute of Japan, vol. 90, n° 5, 2006, pp. 281- 287;