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GRU>ARCHIVIO>ABSTRACT>T>Tognoni Alice - Pescatori che giuocano di Raffaello Gambogi, 1903, olio su tela: il restauro di una tela con problemi di depolimerizzazione. La deacidifcazione delle tele con nanoparticelle di idrossido di calcio. Studio delle interazioni con le pellicole contemporanee*
La presente ricerca intende testare l'applicazione delle dispersioni di nanoparticelle di idrossido di calcio in cicloesano ed etanolo messe a punto dal Consorzio per lo Sviluppo dei Sistemi a Grande Interfase dell'Università di Firenze per la deacidificazione dei supporti cellulosici, studiandone l'interazione con alcune pellicole pittoriche industriali impiegate per i dipinti su tela contemporanei.
L'interesse per il tema della deacidificazione è dovuto alla sua potenziale funzione di intervento manutentivo in grado di ritardare operazioni di restauro invasive sui supporti, quali la foderatura. Tale funzione appare ancora più importante nell'ambito dell'arte contemporanea, in cui spesso i materiali costitutivi o la conformazione stessa delle opere non permettono tali trattamenti; peraltro, manufatti che hanno subito interventi conservativi evidenti sono soggetti ad una svalutazione del prezzo di mercato.
In questo contesto ci si è chiesti quali conseguenze potessero subire le pellicole pittoriche industriali ad olio, acriliche e viniliche presenti sui dipinti moderni dopo il trattamento con le nanodispersioni, composte da solventi organici e nanoparticelle fortemente alcaline. La formulazione in cicloesano, caratterizzato da un'elevata apolarità, risulta di particolare interesse per eseguire una deacidificazione dei supporti senza intaccare gli strati pittorici.
Gli esiti della sperimentazione su provini hanno permesso di valutare l'idoneità di applicazione delle nanodispersioni su un'opera reale. Si tratta di un dipinto ad olio su tela dal titolo Pescatori che giuocano realizzato dal pittore Raffaello Gambogi nel 1903, proveniente dalla Galleria Comunale d'Arte Moderna di Roma Capitale. Il manufatto presenta un avanzato stato di depolimerizzazione del supporto dovuto al processo di idrolisi acida, innescatosi per l'impiego di una preparazione oleosa a diretto contatto con le fibre cellulosiche della tela. L'opera inoltre, è stata oggetto di uno studio storico-artistico esteso alle sue vicende conservative, e di un intervento completo di restauro.


* Tesi di Diploma equiparato alla laurea magistrale abilitante in “Conservazione e Restauro dei Beni Culturali” (classe di laurea LMR/02) conseguita presso la SAFS dell’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro di Roma a.a. 2015-2016 - 62° Corso. Relatore Coordinatore: Grazia De Cesare.


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