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GRU>ARCHIVIO>ABSTRACT>S>Sorrentino Marta - I modelli architettonici: approccio conservativo e metodologia d'intervento due casi di studio in polistirene e cartonlegno: complesso residenziale IACP a Corviale (RM) di Mario Fiorentino, 1972/81 e casa unifamiliare a Palazzolo Acreide (SR) di Francesco Venezia, 1988/89*
Il presente lavoro ha come oggetto lo studio dei modelli architettonici contemporanei, dei procedimenti costitutivi e dei problemi conservativi che li caratterizzano, al fine di individuare una adeguata metodologia di intervento che tenga conto della loro natura polivalente. Una panoramica storica riguardo l’evoluzione della funzione d’uso che ne ha determinato l’origine ha permesso di definire l’odierno carattere autorappresentativo delle maquette. I modelli architettonici vengono analizzati nel ruolo funzionale che ricoprono all’interno dell’iter progettuale e nell’odierno significato storico-estetico che assumono.
Tradizionalmente associata ad un lavoro preparatorio, la maquette passa dallo studio di architettura al museo, fatto scaturito dal recente ampliamento del concetto di bene culturale ed al conseguente riconoscimento di valore. Gli interventi di restauro delle due maquette hanno permesso uno studio approfondito sulle tecniche e i materiali contemporanei, ancora poco conosciuti. La natura polivalente e le caratteristiche materiche di cui sono composte le maquette contemporanee impongono una riflessione su una proposta di un protocollo conservativo. Il questionario sulla conservazione dei modelli architettonici inviato a quattro musei italiani e stranieri ha fatto emergere orientamenti differenti per quanto riguarda l’ambito di provenienza della figura professionale addetta agli interventi di restauro. Questa criticità deriva dall’attuale difficoltà di definizione della natura della maquette, mettendone in luce il carattere ambivalente. A tal fine vengono fornite delle categorie di valore storicoestetico che aiutano a comprendere le caratteristiche del modello, in funzione anche del suo futuro conservativo. Una volta acquisito, il bene dovrà essere oggetto di interventi di restauro conservativi pianificati e orientati sul principio del minimo intervento. In conclusione un’adeguata comprensione del valore del modello, unitamente a uno specifico piano di prevenzione rappresentano un momento fondamentale per comprenderne le peculiarità materiche, tecniche e di valore.


* Tesi di Diploma equiparato alla laurea magistrale abilitante in “Conservazione e Restauro dei Beni Culturali” (classe di laurea LMR/02) conseguita presso la SAFS dell’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro di Roma a.a. 2015-2016 - 62° Corso. Relatore Coordinatore: Paola Iazurlo. Altri Relatori: Luisa De Marinis, Bruno Mazzone, Monica Pignatti Morano, Angelo Raffaele Rubino, Giancarlo Sidoti, Maria Speranza Storace.

 
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