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GRU>ARCHIVIO>ABSTRACT>S>Scaccio Federica - Il restauro del "Ritratto di fanciullo". Studio dell’idoneità meccanica di stucchi su un dipinto su tela del XX sec.*
Il restauro del dipinto su tela “Ritratto di fanciullo” della Galleria Regionale di Palazzo Abatellis di Palermo ha previsto l’approfondimento della fase di stuccatura. L’opera dei primi del ‘900, di cui non si conosce né autore né provenienza, raffigura un fanciullo vestito di tutto punto in piedi di tre quarti con il piede sinistro leggermente arretrato rispetto all’altro e con la mano destra poggiata al fianco, probabilmente il figlio di una famiglia dell’alta borghesia palermitana.
La struttura di sostegno è assente, tuttavia lungo i bordi sono evidenti segni di ancoraggio; la tela risulta tagliata lungo i lati lunghi facendo ipotizzare un ridimensionamento della stessa, tanto più che il formato non è riconducibile a misure standard presenti sul mercato. Il supporto è costituito da una tela di fattura industriale, probabilmente lino, con armatura tela. Lo strato preparatorio, di fattura industriale, ha spessore molto sottile e colore bianco, segue un fondo cromatico di colore rosso, steso dal pittore probabilmente con la funzione di fornire una base cromatica e ridurre così il tono smagliante della preparazione bianca. Quest’ultima caratterizzata dall’uso di un legante ad olio e pigmenti di tipo industriale(n.a.), si presenta come un film sottile in cui poco evidenti sono i segni delle pennellate, tranne in alcuni dettagli in cui si ha una stesura più corposa. Le indagini in IR hanno mostrato la presenza di diversi pentimenti: il contorno dei capelli sul lato sinistro del viso è stato ridimensionato così come le forme della giacca del braccio destro, mentre la fluorescenza UV ha messo in evidenza l’assenza di vernice su tutta la superficie, confermando così l’aspetto opaco della superficie pittorica.
Il dipinto, privo della struttura di sostegno, si trovava ancorato per mezzo di due strisce di tela incollate alle estremità inferiore e superiore, ad un supporto di legno compensato mediante puntine da disegno, causando la comparsa di numerose deformazioni del supporto. Dal verso si osserva un accumulo di depositi
incoerenti e di gore nella parte inferiore del dipinto. La pellicola pittorica è ricoperta da uno strato uniforme di depositi superficiali di natura incoerente e coerente, tra cui anche residui di fibre cartacee. Il film pittorico si presenta disomogeneo, sia da un punto di vista materico che cromatico a causa di increspature e appiattimenti del colore oltre che per le numerose lacune e microlacune della pellicola pittorica, che in alcuni casi interessano anche la preparazione.
L’opera ha subito un precedente intervento di restauro ad opera dei restauratori del museo detentore dell’oggetto. Il dipinto già allora mancante della struttura di sostegno, era interessato da importanti deformazioni del supporto ed era in parte offuscato nella sua percezione formale ed estetica, a causa della presenza di un cartoncino adeso dal recto. L’ipotesi è che questo sia stato applicato a “protezione” dell’opera quando ancora il film pittorico non era ancora del tutto asciutto diventando un tutt’uno con essa e causando le deformazioni della pellicola pittorica già accennate. Il precedente intervento ha quindi previsto la rimozione parziale del cartoncino con una pulitura enzimatica (proteasi) e l’ancoraggio della tela su un supporto di compensato così come poi è stato ritrovato.
Il restauro effettuato nel pieno rispetto dell’opera e nella logica del minimo intervento ha previsto dal recto la pulitura meccanica con pennellesse a setola morbida e gomme di tipo wishab al fine di rimuovere i depositi di natura coerente e incoerente, dal verso invece i depositi incoerenti sono stati rimossi per mezzo dell’utilizzo di pennellesse e poi di aspirapolvere. Si è proceduto quindi con la rimozione delle due strisce di tela incollate nel precedente restauro apportando calore. Per eliminare le ampie e diffuse deformazioni del supporto sono stati necessari trattamenti di umidificazione a pressione uniforme e graduata.
Per la pulitura si è proceduto con una soluzione tampone a ph 7 gelificata, che riusciva a rimuovere inmodo soddisfacente le fibre cartacee senza bisogno di applicare un’eccessiva azione massaggiante. In seguito è stato necessario fornire il dipinto di una foderatura dei bordi che permettesse il tensionamento. Le strisce preventivamente lavate e apprettate sono state fatte aderire alla tela dal verso con un adesivo termoplastico e sono state dotate d’asole in previsione dell’inserimento del tondino d’acciaio utile per il tensionamento con telaio elastico scelto in mancanza della struttura di sostegno originale. A tal proposito sono stati presi a modello i telai realizzati e sperimentati da Equilibrarte che si basano sulla divisione della funzione di struttura di sostegno da quella di tensionamento, che risulta controllata e regolabile nel tempo. Le molle sono state scelte per avere la costante elastica più bassa possibile (1,3 N/mm) in modo che alle variazioni dimensionali del dipinto corrispondano cambiamenti così piccoli della forza esercitata da poter essere considerati quasi trascurabili. Sono state utilizzate 20 molle in totale allungate ognuna di 1, 3 cm in modo da applicare una forza totale pari a 0,8 N/cm. Le lacune della preparazione sono state stuccate con Plextol B500 e carbonato di calcio, fino a raggiungere una consistenza tale da essere applicato a spatola. La reintegrazione pittorica ha previsto la riproposizione della stratigrafia dell’opera: la stesura preliminare di colore rosso con acquerelli ad imitazione del fondo cromatico e una successiva reintegrazione a mimetico con colori a vernice, quest’ultima preceduta da una verniciatura intermedia per compensare le disomogeneità della pellicola pittorica.
La scelta del protettivo finale è ricaduta su una miscela, con ottime caratteristiche di stabilità e rimovibilità che ha permesso di correggere e uniformare in modo ideale la pellicola pittorica mantenendo l’opacità caratteristica della superficie: 2/3 Regalrez 1126 e 1/3 ceresina in ligroina. Un ultimo accorgimento è stato quello di applicare, dal verso dell’opera, dei pannelli traspiranti in poli-plat per ridurre gli scambi termo igrometrici con l’ambiente ed evitate l’accumulo di polveri e depositi incoerenti.
La ricerca sperimentale, che nasce dalle problematiche insite nel manufatto in parte lacunoso e dalle qualità materiche dell’opera che per la sua natura giovane è ancora flessibile e soggetta in maniera maggiore ai movimenti causati dai cambiamenti termo-igrometrici, ha voluto porre l’attenzione sulla necessità di ricercare uno stucco che avesse caratteristiche dinamico-meccaniche simili ai materiali costituenti del manufatto e ideali per il tensionamento su telaio elastico applicato.
Sono quindi stati messi a confronto materiali dalle caratteristiche chimico-fisiche differenti, ma potenzialmente idonei ad essere utilizzati come riempitivi in un dipinto su tela. Tra i leganti sono stati selezionati una resina acrilica in dispersione acquosa: il Plextol B500 e una resina vinilica: l’ Alcool Polivinilico comparati al legante tradizionalmente utilizzato e ampiamente sperimentato per le stuccature delle lacune in dipinti su tela: la colla di coniglio. Ognuno di essi è stato testato con tre cariche differenti: gesso biidrato, carbonato di calcio e talco.
I composti sono stati caratterizzati meccanicamente mediante prove di trazione con analizzatore dinamicomeccanico (DMA) sia prima che dopo invecchiamento artificiale in camera climatica e attraverso indagini colorimetriche ne è stata testata la stabilità cromatica. Preliminare alle prove dinamico-meccaniche è stata necessaria valutazione di caratteristiche quali plasticità e lavorabilità dell’impasto sia prima che dopo l’essiccamento, idoneità della superficie alla successiva reintegrazione pittorica e reversibilità del composto. I dati ottenuti ci hanno indirizzato verso la scelta dell’impasto a base di Plextol B500 e carbonato di calcio che è risultato più elastico rispetto agli altri composti e quindi più compatibili meccanicamente con le caratteristiche materiche dell’opera. Qualità mantenute pressoché inalterate anche dopo invecchiamento artificiale. Tale stucco ha inoltre mostrato buona lavorabilità prima dell’essiccamento, rasatura agevole, ottima assorbenza dei materiali di reintegrazione pittorica e stabilità cromatica. Le forze generate dal sistema di tensionamento elastico applicato al dipinto sono state confrontate ai valori di limite di snervamento e di carico di rottura del riempitivo scelto risultando consone.


*Tesi di Laurea Magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali, Università degli Studi di Palermo a.a. 2013/2014 Relatore: Giuseppe Lazzara; Restauratore: Sabrina Sottile; Referenti scientifici: Franco Palla, Maurizio Coladonato.


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