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GRU>ARCHIVIO>ABSTRACT>I>Ingrassia Arianna - “Misure e segni. Curvature” di Bice Lazzari. Studio preliminare, progetto di restauro ed intervento conservativo*
L’elaborato ha come argomento lo studio e la ricerca finalizzata all’intervento conservativo sul dipinto Misure e segni. Curvature realizzato dalla pittrice Bice Lazzari nel 1967.

L’opera post-informale proveniente dalla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia presentava alcune problematiche conservative principalmente a carico degli strati pittorici.

La Tesi si compone di sei differenti parti:

- Nel capitolo Notizie storico-artistiche è stata approfondita la figura della pittrice con particolare attenzione alla sua produzione e ai molteplici cambiamenti di stile e di utilizzo dei materiali pittorici. Inoltre viene esposta sinteticamente l’esperienza effettuata presso l’Archivio Lazzari a Roma ed i preziosi incontri con la nipote dell’artista, Maria Grazia Oliva Lapadula, e con il fotografo Sergio Pucci. Grazie alla disponibilità dell’Archivio è stato possibile effettuare una campagna fotografica su una selezione di opere appartenenti alla produzione di Lazzari dal 1962 al 1975.

- ll capitolo Analisi dell’opera inserisce l’opera all’interno della produzione dell’artista con confronti con altre opere degli anni ’60-‘70 e particolare risalto agli scritti e alle interviste rilasciate alla fine degli anni ’60. Il dipinto viene sistematicamente rintracciato all’interno di mostre ed esposizioni grazie al catalogo cartaceo presente all’interno dell’Archivio Lazzari e alle indicazioni tratte da Bice Lazzari: l’arte come misura: ritratto di una pittrice tra Venezia e Roma di S. Cortesini e da Bice Lazzari: opere 1925-1981 di P. Fossati, A. Veca e M. G. Lapadula. Fulcro di questo capitolo è lo studio della tecnica esecutiva, dello stato di conservazione e l’individuazione degli interventi di restauro precedenti.

Il dipinto Misure e segni. Curvature presenta formato quadrato, dimensioni 75 x 75 cm e presenta la cornice da esposizione a cassetta della PGC con pannellatura sul retro in policarbonato alveolare.
Il telaio, in abete, è espansibile mediante doppie biette per ogni angolo, presenta dente in terza e incastro angolare tenone-mortasa. Il supporto tessile, in cotone non mercerizzato, è composto da una unica pezza di dimensioni 83,5 x 86 cm. Si osservano sul retro particelle di pigmento nero che, passando attraverso gli interstizi della trama, mostrano una suddivisione geometrica differente da quella presente sul fronte. Nella parte centrale a destra vi è la firma della pittrice e la data di realizzazione: “B. Lazzari Roma – 1967” mentre a sinistra è visibile un’altra scritta: “Misure e segni. Curvature 75 x 75 cm tempera e matita – tela”. Lungo i margini del supporto tessile, oltre ad alcuni cartellini relativi ad esposizioni ed annotazioni in sede di catalogo, vi sono alcune scritte che sono state cancellate con un tratto di pennarello nero indelebile. Tramite scanner MultiNIR è stato possibile leggere: B.Lazzari – Roma – 10 – 1967 e Misure “Doppio Ritmo”. Queste scritte si riferiscono alla stesura pittorica sottostante osservata a livello preliminare dal retro.
La pellicola pittorica è caratterizzata da una campitura uniforme a tempera gouache di colore bianco opaco su cui è stata tracciata una fitta tessitura segnica mediante matita con l’ausilio di una riga; 1linea curva, 96 linee verticali e 296 linee orizzontali a comporre una griglia di rettangoli che diminuiscono di larghezza procedendo verso il centro dell’opera. Questi rettangoli, nella parte centrale del dipinto, hanno al loro interno brevi tratti, realizzati sempre a matita, a comporre una ellissi. È stata riscontrata tramite la tecnica Py-GC/MS la presenza di n-butilacrilato (nBA), materiale comunemente presente nei fissativi spray per disegni a lapis e a carboncino.
Vi è una concomitanza di fattori che hanno compromesso la conservazione dell’opera:
  •  Tecnica esecutiva – la tempera gouache, una volta essiccata, sembra non essere sufficientemente elastica e resistente se applicata in numerose stesure su supporto tessile. Inoltre la superfice si presenta ingrigita a causa della grafite non perfettamente fissata al substrato a tempera;

  •  Modalità di conservazione nell’ambiente non controllato dell’Archivio Lazzari fino al 2012;

  •  Movimentazioni e manipolazioni scorrette dell’opera;
Per quanto riguarda gli interventi di restauro precedenti questi si sono rilevati scarsamente idonei a migliorare le condizioni conservative e hanno in parte modificato l’aspetto dell’opera. Sono state individuate varie tipologie di ridipinture deturpanti localizzate principalmente lungo i margini e nella parte destra realizzate con tempera ed acrilici di colore bianco. In alcune parti è stata riproposta nuovamente, al di sopra delle ridipinture, la griglia a grafite. 

- il Progetto di restauro ha previsto l’elencazione degli interventi principali e la loro collocazione in ordine temporale.- il capitolo relativo alla Sperimentazione mostra la creazione di modelli rappresentativi invecchiati artificialmente e la comparazione di differenti materiali di restauro per la fermatura dei sollevamenti, la pulitura, stuccatura e l’integrazione pittorica. 

- Nello specifico sono stati testati: Plexisol P550®, Klucel G®, Aquazol 200®, Fluoline Hy® (o Akeogard CO®) per l’intervento di fermatura; emulsione grassa neutra w/o in due formulazioni e con l’aggiunta di saliva artificiale per la pulitura; stucco inerte e colla animale in varie formulazioni con modifiche sull’inerte e sulle proporzioni con legante e anche formulazioni di stucco composte da gesso (o gesso + solfato di bario) e Aquazol 200® in alcool etilico e colla di storione in varie proporzioni per la stuccatura; tempere, matite colorante, gessetti, PanPastel® Artist’s pastels per l’integrazione pittorica.

- infine i capitoli Intervento sull’opera e Conclusioni espongono le varie fasi dell’intervento con l’applicazione dei materiali risultati idonei dalla precedente fase di sperimentazione e indicazioni per accorgimenti per la conservazione dell’opera all’interno degli ambienti espositivi della Collezione Peggy Guggenheim. 

-La tesi è correlata da 9 tavole che documentano lo stato di conservazione dell’opera prima e dopo l’intervento e da 5 appendici contenenti: intervista a Bice Lazzari, appunti autobiografici, elenco cronologico mostre, premi e lavori, documentazione fotografica su di una selezione di opere dell’Archivio Lazzari e i risultati delle analisi diagnostiche. 


* Tesi di laurea presso la Scuola di Alta Formazione e di Studio dell’Opificio delle Pietre Dure, a.a. 2014-2015; Relatori: Oriana Sartiani, Marco Ciatti, Giancarlo Lanterna, Mattia Patti, Luciano Pensabene Buemi.


Bibliografia essenziale

Parte storico-artistica:

  • - Barbero L. M., Pola F. (a cura di), Bice Lazzari: l’equilibrio dello spazio, cat. della mostra, Venezia, Marsilio, 2011;
  • - Caputo F., Bice Lazzari opere 1920 – 1940: un contributo allo studio dell’astrattismo italiano, Tesi di Laurea in Storia dell’Arte Contemporanea, Roma, Università degli Studi di Roma La Sapienza, Facoltà di Lettere, a.a. 1985-1986;
  • - Cioffi S., Materia e segno nell’informale di Bice Lazzari 1954 – 1964, Tesi di Laurea in Storia dell’Arte Contemporanea, Università degli Studi di Roma La Sapienza, Facoltà di Lettere e Filosofia, a.a. 1995 – 1996;
  • - Cortesini S., Bice Lazzari: L’arte come misura: Ritratto di una pittrice tra Venezia e Roma, Roma, Gangemi, 2002;
  • - Fossati P., Veca A. e Lapadula M.G, Bice Lazzari: opere 1925-1981, Milano, Electra, 1984;
  • - Lazzari B., Il Discorso di Bice: riflessioni e poesie, Milano, Mimesis, 2009;
  • - Montana G., L’esserci e l’arte: incontro con Lazzari, Roma, Silva, 1970;
  • - Montana G., Bice Lazzari: i valori del segno, Torino, Galleria Weber, 1980;
  • - Scotton F., Miracco R. e Crispolti E. (a cura di), Bice Lazzari: l’emozione astratta, Milano, Mazzotta, 2005;

Parte tecnica:

  • - Appolonia L., Volpin S., Le analisi di laboratorio applicate ai beni artistici policromi, Padova, Il prato, 1999;
  • - Appolonia L., Piccirillo A., Pinna D., Cauzzi D., Casoli A., Campani E., Colombo A., Martini M., Galli A., Chiantone O., Poli T., Camaiti M., Picollo M., Borselli L., Borgioli L., Cremonesi P., Studio per la caratterizzazione chimico-fisica dei consolidanti. Valutazione della variazione delle proprietà chimico-fisiche con l’invecchiamento artificiale di undici adesivi, di origine naturale e sintetica, comunemente utilizzati come consolidanti nel restauro di beni storico-artistici, in L’attenzione alle superfici pittoriche: materiali e metodi per il consolidamento e metodi scientifici per valutarne l’efficacia -2, quarto congresso internazionale Colore e conservazione, materiali e metodi nel restauro delle opere policrome mobili, Milano, 21-22 novembre 2008, Padova, Il prato, 2009, pp.9-32;
  • - Baldini U., Teoria del restauro e unità metodologica, Firenze, Nardini, 1991, vol. 1-2;
  • - Bernardi A., Conservare opere d’arte: il microclima negli ambienti museali, Padova, Il prato, 2004;
  • - Bordini S. (a cura di), Arte contemporanea e tecniche: Materiali, procedimenti e sperimentazioni, Roma, Carocci, 2007;
  • - Borgioli L., Cremonesi P., Le resine sintetiche usate nel trattamento di opere policrome, Padova, Il prato, 2005;
  • - Brandi C., Teoria del restauro, Torino, Einaudi, 2000;
  • - Casaccia A., I restauri degli anni Sessanta e Settanta nella collezione Peggy Guggenheim: alcuni casi significativi, master di I livello della Scuola di Alta Formazione e di Studio, master INPDAP in conservazione e restauro delle opere d’arte contemporanea, a.a. 2010-2011;
  • - Chiantore O., Rava A. ( a cura di), Conservare l’arte contemporanea: problemi, metodi, materiali, ricerche, Milano, Electra, 2005;
  • - Ciatti M., Il minimo intervento: l’esperienza dei Laboratori dell’OPD, in Minimo intervento conservativo nel restauro dei dipinti, secondo congresso internazionale Colore e conservazione, materiali e metodi nel restauro delle opere policrome mobili, Il prato, 2005, pp. 53-60;
  • - Ciatti M., Gusmeroli L., Todisco E., Strati preparatori originali e problematiche di stuccatura durante il restauro della Croce di San Marco, in OPD restauro, 2012, vol. 24, pp.124-138;
  • - Cremonesi P., Signorini E., Un approccio alla pulitura dei dipinti mobili, Padova, Il prato, 2012;