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GRU>ARCHIVIO>ABSTRACT>G>Gramaglia Daniela - Il restauro dei dipinti Albergati di A. G. Burrini. Collezione Carisbo*
<<“Il Burrini si è acconciato più volte, su richiesta di nobili famiglie bolognesi, a ritrarre di fantasia i loro antenati. E così fece, mi sembra, anche per i suoi più assidui protettori, gli Albergati“>>. E’così che Luigi Riccòmini ricorda una delle pochissime serie superstiti dei ritratti di nobili personaggi bolognesi, ultimo e recentissimo acquisto della Fondazione Carisbo (Giugno 2014), il cui provvidenziale intervento ha evitato la dispersione e l’allontanamento dalla città di quattro ammirabili esempi di celebrazione dinastica di una famiglia senatoria così importante. I quattro ovali, provenienti da Villa Albergati di Zola Predosa, raffigurano due Papi e due militari in preziosa armatura, ciascun personaggio ritratto è inoltre accompagnato da alcune iscrizioni su finte lapidi, che ne specificano il nome e ne raccontano le valorose imprese. Tutti i dipinti non posseggono né una precisazione cronologica né alcuna firma dell’autore, sono caratterizzati da grandi dimensioni quali immagini di valore celebrativo e documentario e sono stati attribuiti al pittore bolognese Giovanni Antonio Burrini in una monografia a lui dedic ata e pubblicata da Eugenio Riccòmini, nell’anno 1999, a Bologna. Certamente la pittura così rapida e spensierata, che ritroviamo nelle suddette opere, caratterizzata da larghe pennellate e da corposi tocchi di colore, ne sostiene senza dubbi la plausibilità. L’intervento di restauro di cui tratta questa tesi, ed al quale ho avuto la fortuna ed il piacere di partecipare affiancando, in ogni sua fase, la restauratrice Beatrice Miserocchi, ha curato tutte le cornici dorate originali seicentesche assieme all’intero ciclo dei quattro dipinti i quali, sotto l’aspetto conservativo, si presentavano in condizioni discrete e molto simili tra loro. Per quest’ultimo motivo infatti, è stato possibile condurre gli stessi interventi di restauro, con le stesse modalità d’esecuzione, su tutte e quattro le opere, le quali sono state percepite e trattate come un unicum.
Il restauro, oggi terminato, è consistito soprattutto in una serie di interventi volti a rimediare due tipi di problematiche principali. La prima era l’impossibilità di godere della fruibilità dell’opera, causata dalla presenza di consistenti sostanze proteiche e vernici ossidate che, ricoprendo l’intera superficie pittorica, ne alteravano le cromie e ne impedivano la leggibilità; la seconda invece, consisteva nella perdita di planarità della superficie delle tele provocata, oltre che dal peso del supporto e dal naturale passaggio del tempo, anche dalla struttura lignea gravemente deformata delle traverse orizzontali dei telai, le quali essendo arcuate, ponevano la tela in una condizione di eccessiva trazione. Durante il restauro, una particolare attenzione è stata posta, oltre che a soddisfare le caratteristiche funzionali e a garantire la fruibilità dei beni trattati, anche al mantenimento dell’autenticità delle caratteristiche materiche, storiche ed estetiche dei manufatti, limitando allo stretto indispensabile l’invasività di ogni intervento.


* Tesi di Diploma Accademico di Secondo Livello a ciclo unico -classe DASLQ01- in Restauro di Beni Culturali PFP2 - Manufatti dipinti su supporto ligneo e tessile ; manufatti scolpiti in legno; arredi e strutture lignee ; manufatti in materiali sintetici lavorati, assemblati e/o dipinti; a.a. 2015-2016; Accademia di Belle Arti di Bologna. Relatore: Marilena Gamberini; Correlatore: Michele Di Foggia. 

Studio della degradazione acida nei supporti cellulosici tessili dei dipinti: cause, effetti e sistemi di deacidificazione *

In relazione al degrado dei supporti tessili dei dipinti, disponiamo di una ricca bibliografia nella quale si possono trovare, in modo approfondito, tutte le principali cause del degrado di questa tipologia di manufatti. Le principali cause di deterioramento consistono per lo più in errati valori di umidità e temperatura, condizioni ambientali eccessivamente secche o umide ed ambienti eccessivamente esposti alla luce, in particolare all’azione delle radiazioni ultraviolette. Tutti questi fattori sono in grado di provocare un deterioramento delle caratteristiche sia fisicomeccaniche che estetiche delle tele colpite. E’ bene ricordare però, che il deterioramento di quest’ultime non si esplica soltanto attraverso un danneggiamento di tipo fisico (che di certo è quello più facilmente riscontrabile nell’immediato) ma anche tramite un degrado di tipo chimico che può provocare danni talvolta irreversibili e di conseguenza costringere ad interventi di restauro drastici, come la foderatura del supporto. Oggi, non considerare i bisogni e le problematiche di tipo chimico (oltre che quelle fisiche) di un dipinto su tela, è un atteggiamento negligente che non può essere né giustificato né tollerato. In sostanza, tali supporti possono essere ossidati e idrolizzati in seguito alla formazione di gruppi acidi i quali, abbassando il valore del pH della tela, provocano anche una diminuzione del valore del grado di polimerizzazione della cellulosa (DP) e una diminuzione (o perdita definitiva) delle caratteristiche estetiche e meccaniche dell’intera opera d’arte. Per porre rimedio a questo tipo di degrado sono stati proposti, nel corso degli anni, diversi interventi di deacidificazione, intesi non solo come trattamento per tele degradate, ma anche e soprattutto come intervento preventivo per supporti che ancora conservano le loro originali caratteristiche. Attraverso la sperimentazione di questo intervento, è stato dimostrato che il tempo di vita utile del supporto tessile (e quindi dell’intera opera d’arte) può essere prolungato in modo piuttosto significativo. Per tale motivo, nonostante l’argomento della deacidificazione dei supporti tessili non abbia ancora trovato sufficientemente spazio nella letteratura attuale, esso consiste in un intervento che è indispensabile conoscere e saper attuare. Il lavoro esposto all’interno di questa tesi dunque, ha come obiettivo principale lo studio dei vari aspetti legati alle tele affette da degradazione acida: la prima parte della tesi è dedicata all’individuazione dei materiali acidi che possono costituire un dipinto su tela e alle cause esterne dell’acidità; la seconda parte analizza le conseguenze principali di quest’ultima e le varie soluzioni proposte nel corso degli anni fino ad oggi. L’ultima parte infine, è stata dedicata alla sperimentazione personale di alcuni metodi di deacidificazione su campioni di tele da fodera, differenti tra loro per il tipo di fibra tessile e per l’età.

*Tesi di Diploma Accademico di Secondo Livello a ciclo unico - classe DASLQ01- abilitante alla professione di Restauratore di Beni Culturali PFP2 - Manufatti dipinti su supporto ligneo e tessile ; manufatti scolpiti in legno; arredi e strutture lignee ; manufatti in materiali sintetici lavorati, assemblati e/o dipinti; a.a. 2015-2016; Accademia di Belle Arti di Bologna. Relatore: Andrea Del Bianco; Correlatore: Michele Di Foggia.

Bibliografia essenziale

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- SCICOLONE G., Massa V., Le vernici per il restauro, Firenze, Nardini Editore, 2004;

- WOLBERS R., Un approccio acquoso alla pulitura dei dipinti, Quaderni del Cesmar7, n.1, Padova, Casa Editrice Il Prato, 2004;

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- CESMAR7, Le fasi finali nel restauro delle opere policrome mobili, Atti del Quinto congresso internazionale “COLORE E CONSERVAZIONE- "Materiali e metodi nel restauro delle Opere Policrome Mobili”, Padova, Casa Editrice Il Prato, 2010;

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- CREMONESI P., L’ambiente acquoso per la pulitura di opere policrome, Padova, Casa Editrice Il Prato, 2011;

- CREMONESI P., SIGNORINI E., Un approccio alla pulitura dei dipinti mobili, Padova, Casa Editrice Il Prato, 2012;

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