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GRU>ARCHIVIO>ABSTRACT>Stella Maria Francesca - Il dipinto murale con le Nozze mistiche di santa Caterina d’Alessandria e devoto dell’Accademia Carrara di Bergamo: studio, revisione conservativa e recupero della cromia*
Il presente elaborato di tesi riporta lo studio di un dipinto murale tardo trecentesco rappresentante le Nozze mistiche di santa Caterina d’Alessandria con un devoto, proveniente dalla Sala delle Capriate del Palazzo della Ragione e di proprietà dell’Accademia Carrara di Bergamo.
L’acquisizione di dati è stata condotta mediante la ricerca storico-artistica, l'osservazione diretta del manufatto ed il supporto delle analisi diagnostiche sui materiali. Dall’interpretazione delle fonti ottocentesche è stato possibile ricostruire la complessa storia conservativa dell’opera, identificare l’area di provenienza del dipinto e mettere in luce alcuni aspetti legati alle operazioni di estrazione e di trasporto effettuate. Di fatto, la pittura murale, distaccata dall’apparato murario da una delle absidi della basilica di Santa Maria Maggiore in Bergamo Alta, subì due interventi di restauro e risulta attualmente trasferita su un supporto mobile composito. È stato deciso di mantenere il supporto nel rispetto della storia conservativa dell'opera; infatti il sistema costituisce un caso paradigmatico in cui si riscontrano materiali di origine naturale impiegati nella prassi conservativa ottocentesca e prodotti di sintesi introdotti dal progresso industriale del Novecento.

L’acquisizione di dati è stata condotta mediante la ricerca storico-artistica, l'osservazione diretta del manufatto ed il supporto delle analisi diagnostiche sui materiali. Dall’interpretazione delle fonti ottocentesche è stato possibile ricostruire la complessa storia conservativa dell’opera, identificare l’area di provenienza del dipinto e mettere in luce alcuni aspetti legati alle operazioni di estrazione e di trasporto effettuate. Di fatto, la pittura murale, distaccata dall’apparato murario da una delle absidi della basilica di Santa Maria Maggiore in Bergamo Alta, subì due interventi di restauro e risulta attualmente trasferita su un supporto mobile composito. È stato deciso di mantenere il supporto nel rispetto della storia conservativa dell'opera; infatti il sistema costituisce un caso paradigmatico in cui si riscontrano materiali di origine naturale impiegati nella prassi conservativa ottocentesca e prodotti di sintesi introdotti dal progresso industriale del Novecento.

Infine, sono stati elaborati una proposta d’intervento ed un cronoprogramma relativi alle operazioni finali previste inserendo gli studi condotti, le prove validate ed i materiali da adottare. É stata così indicata la composizione della malta estetica per le operazioni di integrazione materica e, vista la necessità di ripristinare la funzione comunicativa dell’opera, sono state realizzate una proposta in opera e due simulazioni digitali di riequilibratura pittorica in aree campione volte ad attenuare i disturbi visivi.         

                                    
*Tesi di Laurea Magistrale a ciclo unico quinquennale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali (LMR-02) conseguita presso l'Università degli studi di Torino in convenzione con Centro Conservazione e Restauro dei Beni Culturali "La Venaria Reale", a.a. 2018/2019. Relatori: Maria Concetta Capua, Giovanna Saroni, Tiziana Cavaleri.


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